Ebbene si, tra un tuffo e l’altro ho fatto anche una sessione di wardriving, o meglio, di warbiking, visto che non avevo la macchina ma la bici dell’albergo.
Infatti ieri sono appena tornato da Cattolica, una cittadina turistica della riviera adriatica, vicino Rimini. Là mi ero portato il piccolino, sperando di poter navigare, ma non sono riuscito. Però ho analizzato la rete wireless di tutto il lungomare, con la bici (=warbiking) e adesso te la illustro:
Partendo da destra, si può vedere il porto, con la darsena e la marina. Lì praticamente è totalmente coperta dal wifi pubblico (SSID: biblioteche_rn) senza protezione ma con captive portal (qua un articolo di oneadsl che spiega di cosa si tratta) e con obbligo di richiedere prima l’autorizzazione al comune. Attorno alla marina (la zona con gli yacth e il ponte mobile) c’è un altro paio di access point, uno con il WEP e uno con sempre il captive portal (di un ristorante). Proseguendo verso sinistra per via Carducci (il lungomare) troviamo ancora il segnale dell’access point pubblico (è possibile riceverlo fino alla piazza delle fontane danzanti (via Minozzi) e si iniziano a vedere gli AP degli alberghi: quasi tutti i 4 stelle hanno il wifi, senza protezione ma con captive portal. Inoltre alcuni 3 stelle (come il Belsoggiorno o il Mditetrraneo) e anche alcuni bagni possiedono l’accesso ad Internet. Oltre agli alberghi, continuando a pedalare lungo il lungomare, noto che, oltre a qualche access point privato qua e là con la WPA, anche alcuni ristoranti dispongono dell’accesso ad Internet, anche con protezione WEP.
Per ogni access point aperto inoltre ho provato a vedere se per caso l’account amministrativo non è stato editato, provando password come “password”, “admin”, “control” e con i nomi utenti “Admin”, “Administrator” e “root”, ma non c’è stato verso.
Insomma: Cattolica, per un quarto è coperta dal wifi pubblico, per l’altro terzo quarto è coperta dai vari AP degli alberghi.
Per mancanza di tempo non ho provato a testare la sicurezza delle password.
E adesso, prima di lasciarti, un paio di scatti dei fuochi d’artificio di Gabicce della notte rosa
Tutte le foto sono state scattate (da me) con la mia fotocamera compatta Olympus C-50 zoom e un cavalletto, in modalità manuale, con diaframma a f/8.0, tempo d’esposizione dai 2 ai 5 secondi (2 sec per i fuochi chiari, 5 per quelli più scuri e una velocità ISO di 320, ovviamente senza flash (Licenza: CC-BY-NC-SA, la stessa del blog)
A proposito del flash.. un piccolo commento: Quasi tutte le persone venute ad ammirare i fuochi avevano la propria fotocamera e a parte il fatto che lasciavano in automatico, magari anche con la riduzione occhi rossi (visto che i fuochi hanno gli occhi…) lasciavano il flash, sparaflashandomi mentre io scattavo con pose molto lunghe.
Il mio commento è: va bene che si lascia la modalità auto (non tutti son capaci di saper impostare correttamente le varie impostazioni) ma il flash, non solo spreca batteria preziosa e disturba gli altri, ma non si conclude niente, in quanto la luce del flash non rimbalza sulla luce dei fuochi, anzi, sballa i valori automatici della fotocamera…
Dopo questo commento ti saluto. Alla prossima!

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